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(ITALIANO)“Picasso ripeteva: i buoni artisti copiano, i grandi rubano", Steve Jobs



Ovvero il ‘plagio’ nel repertorio chitarristico del 19’ secolo


In contrasto con i tempi in cui viviamo, nei quali il copyright è regolamentato da migliaia di leggi complessissime, il contenuto di questo blog ci porterà indietro in un periodo della storia in cui l’uso di materiale musicale di un altro compositore era considerato più un segno di deferenza e ammirazione nei suoi confronti, piuttosto che un deprecabile atto di plagio. Il ‘come’ era molto più importante del ‘cosa’, il processo elaborativo di una idea più rilevante della idea stessa che aveva ispirato quel processo. Per dirla con le parole del grande regista J.L. Godard: “L’arte nasce dall’arte: il punto non è dove prendi le cose, ma dove le porti”.


In questo blog investigheremo alcuni interessanti esempi di ‘plagio’ presenti nel repertorio chitarristico del 19° secolo (con una sola, ma straordinaria eccezione). Lo scopo non è solo di dilettarci con informazioni curiose e divertenti, ma anche, e soprattutto, di fornire indizi che ci permettano di contestualizzare i brani in questione, stabilendo un fruttuoso rapporto con la prassi esecutiva dell’epoca.


È fuori di dubbio che W.A. Mozart sia stato uno dei compositori che più abbia ispirato e influenzato le future generazioni di musicisti. Nella Vienna della seconda metà dell’Ottocento la sua carismatica presenza era ancora fortissima e la sua penultima opera, “Die Zauberflöte” (Il Flauto Magico, 1791), godeva ancora dell’ammirazione incondizionata del pubblico e dei musicisti di quella città. Non ci sorprenderà quindi più di tanto incontrare molte delle sue melodie, all’epoca assai popolari, in moltissimi brani di altri compositori.


Mauro Giuliani era in quegli anni il più autorevole chitarrista attivo a Vienna. Impossibile per lui rimanere immune alla magia di Mozart. In molti suoi brani troviamo chiari riferimenti a melodie del Maestro. Qui di seguito alcuni esempi:


· M.Giuliani: Sonata op.15, 1st movimento:


AUDIO: (da 02:13)



· W.A.Mozart: Quartetto per archi in Sol Maggiore, K.387, 4 movimento, 1782:


AUDIO: (da 07:00, nella stessa tonalitá)


Dalla stessa Sonata:


· M.Giuliani: Sonata op.15, 2 movimento:



AUDIO: (da 01:01)



· W.A.Mozart: Flauto Magico (da adesso FM), Sarastros’s Aria n.15 “In diesen heil'gen Hallen kennt man die Rache nicht!”, 1791:



AUDIO: (da 00:32)


La struttura della melodia e dell’accompagnamento non lasciano dubbi sul fatto che ci troviamo di fronte ad un omaggio intenzionale al grande Maestro.


Apro una piccola parentesi. Affinché non pensiate che il travaso di temi abbia avuto luogo a senso unico…


· M.Clementi: Sonata in Si bemolle Maggiore no.2 op.24, 1 movimento, composta nel 1781:



AUDIO:


· W.A.Mozart: FM, Ouverture (Fuga), 1791:


AUDIO: (da 01:13)

Sappiamo da fonti storiche attendibili che Clementi presentò questa Sonata a Vienna nel 1781 durante un certame pianistico che lo poneva giusto contro Mozart. L’imperatore Giuseppe II, che presenziava all’evento e che faceva da arbitro, sentenziò molto diplomaticamente un pareggio. Mozart sicuramente si legò al dito la cosa.


Alcune lettere a suo padre Leopold non lasciano dubbi sulla poca considerazione in cui Mozart teneva il Maestro italiano (che al contrario non perdeva occasione per elogiare le esecuzioni e le composizioni di Wolfgang). Ragion per cui non posso togliermi di testa il pensiero, spiacevole, che 10 anni più tardi Mozart abbia usato questo tema solo per mostrare al suo collega quanto meglio lo avrebbe potuto elaborare se fosse stato un genio come lui.


Se avete visto il film ‘Amadeus’ ricorderete senz’altro la scena dove Mozart improvvisa sulla marcia che Salieri aveva composto in omaggio alla sua visita a corte. Ricordate l’umiliazione sul volto dell’immenso Murray Abraham?

Anche il compositore spagnolo D. Aguado non sfuggì al fascino del FM, come si può chiaramente osservare nell’esordio del suo brano più famoso:


· D.Aguado: Rondo Brillant no.2 op.2, Rondo, 1827:


AUDIO: (spero perdoniate questa piccola intrusione negli esempi audio)


· W.A.Mozart: il FM, 1 Scena, Introduzione, Tamino, “Zur Hilfe, zur Hilfe, sonst bin ich verloren”, 1791:

AUDIO: (da 00:25)


Nella stessa opera, il tema principale del Rondó è una citazione praticamente letterale del tema del 3° movimento (anche un Rondò) della Sonata n.8 op.13 (Patetica) di L. van Beethoven:


· D.Aguado: Rondo no.2 op.2, 1827:


AUDIO: (da 03:03)


· L. van BEETHOVEN: Sonata no.8 op.13, 3 movemento, 1798:


AUDIO:


Un chiaro omaggio ai due immensi Maestri ‘viennesi’.

Pur non vivendo a Vienna, un altro grandissimo chitarrista dell’epoca, F. Sor, venerava e prendeva come modello compositivo il compositore salisburghese. Nella sua opera troviamo la trascrizione di 6 brani dal Flauto Magico e il suo pezzo più famoso (a ragione o no) sono senza dubbio le Variazioni su un Tema del Flauto Magico, op.9.


Quello che forse pochi hanno notato è che non solo il tema è preso da questa opera, ma anche le prime 8 battute:


· F.Sor: Variazioni op.9, Introduzione, 1821:




AUDIO:



· W.A.Mozart: il FM, 28’ scena, 1791:


AUDIO:


L’introduzione cita il momento più serio e musicalmente complesso dell’opera, mentre il tema è estrapolato dal momento più leggero e divertente della stessa. Scelta molto raffinata.

Nel periodo trattato, oltre a Beethoven un altro gigante della musica viveva a Vienna: Franz Schubert, “che amava la chitarra”, per citare le parole di M.M. Ponce poste nel titolo della sua Sonate Romantique.

Qui di seguito una curiosa coincidenza che ha come protagonisti Schubert e Giuliani:

· M.Giuliani: Sonatina n.2 op.7, Allegretto con brio, 1816:



AUDIO: (questa è l’unica registrazione del brano che ho potuto trovare)


· F.Schubert: da: “3 Klavierstücke” D.946, no.1, 1827:




AUDIO: (da 00:10)


Anche se le armonie non sempre coincidono, la melodia e la dinamica (crescendo) sono esattamente le stesse. Ho scritto prima una ‘curiosa coincidenza’: Giuliani ha pubblicato le Sonatine op.71 undici anni prima dei Klavierstücke!


Possiamo supporre che, vivendo i due compositori nella stessa città, si conoscessero e avessero una qualche forma di contatto sociale. Possiamo anche immaginare che Giuliani abbia potuto suonare il suo brano durante un concerto (o privatamente) e che Schubert (“che amava la chitarra”) fosse presente all’evento. Possiamo infine persino ipotizzare che 11 anni più tardi quest’ultimo si sia ricordato di quel motivo piacevole e che l’abbia incorporato nel passaggio in questione del Klavierstück. Piuttosto improbabile, ma certo possibile.

Ma che dire del prossimo esempio?

· F. Corbetta (1615-1681): “Allemande grave, Tombeau de Mr. Franc.que”, da “Varii scherzi di sonate per la chitarra spagnuola”, Bruxelles 1648:

AUDIO:


· L. van Beethoven: da Sinfonia n.3 op.55 “Eroica”, Marcia Funebre, 1803



AUDIO:



Mi riesce onestamente impossibile immaginare il fatto che Beethoven abbia potuto conoscere la musica di questo compositore. Persino ai nostri giorni lo studio delle opere di questo Maestro sembra relegato al lodevole sforzo di una piccola schiera di specialisti, vista la difficile reperibilità delle sue opere e la scarsità delle registrazioni. Molto probabilmente persino il suo nome gli sarà stato sconosciuto.

Eppure, come si può spiegare questa incredibile coincidenza?

Entrambi i brani sono Tombeaus, entrambi nella stessa tonalità (Do Minore), stesso profilo della melodia, stesso ritmo (secondo la prassi esecutiva ‘alla Francese’ dell’epoca di Corbetta, la sequenza di ottavi veniva eseguita con un ritmo ineguale molto simile al ritmo puntato della Marcia di Beethoven).

Semplicemente strabiliante.

Il mio professore di composizione amava ripetere che, a causa del numero limitato di note (12) e delle scarse combinazioni utilizzabili delle stesse, il ‘plagio’ (anche involontario) fosse un elemento inevitabile nella storia della musica tonale.

Potrà un giorno la musicologia svelare l’arcano di come Beethoven abbia potuto citare in maniera così letterale un compositore che non conosceva? Meglio di no, forse è più bello pensare che esista una connessione extratemporale-spaziale tra menti superiori, vera o no che sia quest’ipotesi.

Cari amici, grazie di cuore della vostra attenzione, se volete condividere i vostri pensieri con la nostra comunità non esitate a farlo nella casella dei commenti qui in basso. Questo contribuirà alla ricchezza della discussione e a sviluppare la nostra comunità.

Carlo Marchione

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